Il “ Giusto “ rendimento di un investimento

“Vorrei guadagnare il giusto, anche non troppo, mi basta non rischiare.”

Questa è più o meno una delle tipiche richieste che comprensibilmente una Persona rivolge al proprio Private Banker.
Soddisfarla, soprattutto in questa formulazione, è onestamente non fattibile ma merita quantomeno un approccio professionale e sicuramente offre spunti di riflessione preziosi per le Persone.
Senza addentrarsi in tematiche tecniche, questa non è la sede, è utile però affrontare due temi :
giusto rendimento e rischio.
Chi si muove da tempo sui mercati finanziari sa che sono intrinsecabilmente legati tra loro, due lati della stessa medaglia, uno la ricompensa dell’altro.
Parlando di Persone però la questione diviene in parte più soggettiva e quindi occorre portarla nel vissuto e desiderato di ognuno di noi.
Proviamo però a dare una valutazione a ‘giusto rendimento’ , cercando di individuare un valore che possa essere, più o meno, condiviso dai più.
Se io oggi ho 1 mil. di Euro ciò che vorrei nel futuro, come minimo risultato, è avere lo stesso potere di acquisto che ho oggi, permettere a me stesso e/o ai miei cari di avere la stessa ricchezza spendibile.
Infatti uno dei motivi per cui si investe è trasferire nel tempo la ricchezza attuale, oltre che accrescerla.
Allora possiamo definire come ‘giusto rendimento minimo’ il tasso di inflazione medio e quindi  1 mil di euro investito ad esempio nel giugno 2013, nel giugno 2023 dovrebbe valere 1,186mil (dato 
Istat ).

Attenzione : per conseguire questo rendimento devo sostenere un rischio, magari basso e quasi trascurabile, che dipende da quale strumento scelgo e dall’andamento del mercato finanziario.
A questo rendimento ‘minimo’ teorico possiamo aggiungere un ulteriore rendimento che ripaga il ‘premio’ per il rischio che abbiamo corso, ad esempio per accrescere la ricchezza spendibile.
Dobbiamo quindi definire cosa sia il rischio e qui le cose si complicano; tralasciando le definizioni tecniche, mi preme focalizzare l’attenzione sul concetto di rischio personale e per individuarlo è indispensabile il lavoro congiunto del Cliente e del Banker.
Partendo dalla definizione di ‘perdita definitiva’ di quanto abbiamo investito, ovvero di default, abbiamo poi il rischio di oscillazione del valore nel tempo; smarcando facilmente il primo concetto, il secondo è l’aspetto su cui dopo si deve concentrare maggiormente il lavoro, perché è meno intuitivo di quel che sembra e modifica in modo sostanziale il risultato nel tempo di ogni investimento.